mercoledì 19 dicembre 2007

CARCERI: BUTTARE LA CHIAVE NON SERVE

Sembrera' strano ma anche chi e' dentro ha paura della liberta'.
Un uomo che ha gia' scontato 15 anni, ha maturato 45 giorni di liberta' ma e' indeciso se prenderli o meno.
Il mondo fuori lo spaventa, ha paura dell'impatto con un ambiente che non conosce piu', dentro invece ha i suoi spazi, la sua vita e' organizzata.


Da un indagine del Dipartimeno dell'amministrazione penitenziaria risulta che i detenuti che vengono reinseriti gradualmente nella societa' tornano a delinquere in misura notevolmente inferiore rispetto a quelli che scontano la pena senza alcun beneficio fino all'ultimo giorno

21 commenti:

Gandalf ha detto...

infatti, bisognerebbe mandarli a spaccare le pietre ed a raccogliere i pmodori nei campi: cosi' si tengono in forma, non tornano liberi ed il lavoro nero nei campi diminuisce ;-P

daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Non è per niente strano. ti abitui a ritmi diversi e fuori da quel luogo se non hai qualcuno che ti aspetta o ti può aiutare ti senti perso.

Ecco perchè molti di loro reagiscono così.

Ecco perchè, se dato con criterio, il regime di semilibertà è utile.

Ciao! :-)))
Daniele

Irene ha detto...

ci sta la paura del mondo fuori, dentro tutto è organizzato, se hai anche solo un minimo problema anche di salute, sai a chi rivolgerti e sei assistito. Il problema dei detenuti è enorme. Adesso che è Natale invece di tanti regali costosi, sarebbe anche da sensibilizzare le persone ad acquistare i prodotti fatti nelle carceri. Tutto serve per rimotivare.

ArabaFenice ha detto...

io credo che la pena vada scontata fino in fondo anche perché credo che l'efficacia deterrente verso altri soggetti inclini a delinquere sia una priorità rispetto ad altre esigenze.
Si può pensare di impegnare i detenuti in delle attività (il lavoro nobilita l'uomo) e sperare che così alla fine della detenzione il carcerato riesca ad integrarsi. Ma credo che molto dipenda dal tipo di reato e dalla relativa pericolosità sociale. Francamente, siccome la certezza che il detenuto non ritorni a delinquere non ce la da nessuno, preferisco che stia al sicuro dietro le sbarre quanto più a lungo possibile. Meglio che torni a delinquere tardi che prima. Ma molto dipende, come ho già detto, dal reato. Possiamo non buttare la chiave per coloro che appartengono a bande armate, per i sicari, coloro che fanno dell'omicidio un mestiere? Che ci piaccia o no, alcuni sono davvero balordi e marcire in prigione è tutto quello che si meritano.

cristina ha detto...

E' normale avere paura, in carcere vivono una realtà parallela, uscendo corrono anche il rischio di gettare all'aria i risultati ottenuti e ritornare alla delinquenza. Credo che un sostegno fuori dal carcere sia proficuo per aiutare il reinserimento.
P.S. ma com'è bello il tuo bambino!

Paolo ha detto...

E'una tematica delicata perchè dovremmo considare anche il numero di coloro che commettono dei reati proprio perchè sono consapevoli dell'incertezza della pena...
Paolo

Demonio Pellegrino ha detto...

Bisognerebbe pero' evitare che quelli che escono con permessi premio non vadano poi ad ammazzare la ex moglie, o le figlie, o non vadano di nuovo a rubare, stuprare etc. etc. etc...

creek ha detto...

Credo che sia normale che una persona che ha vissuto per 15 anni sempre circondato dalle solite quattro pareti ha paura di uscire... pensate al mondo di 15 anni fa, molte cose sono cambiate!

Giovanna Alborino ha detto...

@cristina:grazie per il commento su mio figlio..

Concordo con tutti, buttare la chiave a volte per certi soggetti serve, e anche per chi dice:non mi pento di cio' che ho fatto, lo rifarei !

Prescia ha detto...

a dire la verità...io la realtà del carcere l'ho vista come avvocato....e sinceramente tutta questa paura della libertà non mi pare proprio di averla colta....il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria mi sa che se la canta e se la suona....
boh....

Giovanna Alborino ha detto...

@prescia:se uno legge l'espresso e trova una simile notizia e' giusto che viene pubblicata e poi commentata, cosi tra i vari commenti, anche di vissuto personale, ci si puo' arrivare ad una verita' piu' vera dei giornali..
un caro saluto

Fabioletterario ha detto...

E si ravvedono. Direi che allora non è il caso di sparare a zero su di loro come facciamo di solito...

mario ha detto...

In italia tutto facciamo tranne che buttare la chiave.....
cmq statistica davvero interessante

Diario di lele ha detto...

Di questo argomento é anche un bellissimo film "le ali della libertà"!
E' sicuramente vero che il reinserimento graduale nella società porterebbe più benefici.

Pino Amoruso ha detto...

Bisogna cmq stare attenti a concedere benefici; reinserirli gradualmente nella società facendogli fare lavori socialmente utili.

Franca ha detto...

Il carcere dovrebbe essere espiazione della pena e rieducazione, ma conb le carcere italiane non credo sia possibile

Laura ha detto...

Concordo con Franca e con Daniele Rockpoeta, quindi non aggiungo altro.
Non avevo sentito questa notizia, è molto interessante.
Un saluto a tutti

desaparecida ha detto...

penso che chiunque "abituato" alla propria realtà abbia difficoltà ad entrare in 1 mondo nuovo!credo che sia fondamentale la rieducazione(termine agghiacciante,tanto è brutto,ma che uso lo stesso)o meglio 1 educazione all'altro che oggi nn abbiamo nella nostra società e che qndi carcere o no,ci penalizza tutti nel nostro modo di vivere!
un abbraccio della buonanotte..giò...

Clio ha detto...

Mi hai fatto venire in mente un meraviglioso film di Totò che esce dopo anni ed anni dal carcere, non si ricorda più neanche perchè è entrato e fa di tutto per rientrare, perchè ha paura della vastità del mondo.
Chissà che titolo aveva?
CIao
Clio

ArabaFenice ha detto...

io sono rimasta sconvolta nell'apprendere che nelle carceri hanno anche SkY. ora capisco perché fuori si trovano male...

tommi ha detto...

non so cosa dire, il mondo ormai è gira al contrario..