Il 26 settembre del 2000 l'avvocato Di Domenico, aveva fondato l'Italia dei valori con Di Pietro.
E' il 9 ottobre 2006 quando Di Domenico firma una lettera di 8 pagine, destinata al pm romano Giancarlo Amato e al procuratore capo di Brescia, Giancarlo Tarquini, in cui ipotizza diverse condotte penalmente rilevanti (dalla truffa al falso in bilancio) accusando un ministro in carica: Antonio Di Pietro.
Lo stesso Di Pietro che ora gli da' pubblicamente del "garfomane" e del diffamatore.
Attualmente Di Pietro e' presidente dell'Idv con poteri assoluti, mentre Di Domenico e' stato estromesso da tutto. Forse perche' cominciava a fare troppe domande sui soldi e i bilanci.
Secondo Di Domenico l'Italia dei valori non e' un partito come gli altri, ma un premeditato gioco di scatole cinesi, grazie a cui c'e' il sospetto che Di Pietro abbia creato un impero immobiliare.
Ecco perche' il suo partito si chiama l'Italia dei valori, perche' in anticipo sapeva che grazie ad esso, si sarebbe arricchito sempre piu'






