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mercoledì 6 febbraio 2008

23 MILIARDI DI EURO RIVERSATI NELLE TASCHE DEI PRIVILEGIATI

Se una persona ruba un miliardo di euro tutti lo chiamano ladro; ma se dieci milioni di cittadini sottraggono cento euro ciascuno, rischiano di vincere le elezioni.
E' quanto accade nel nostro bel paese.

Ci sono falsi invalidi, malati immaginari, morti con la pensione, lavoratori in nero...
379 mila sono le famiglie che continuano a ricevere pensioni che l'Inps non dovrebbe pagare perche' i beneficiari sono morti, ma i familiari percepiscono ugualmente la pensione, tutto questo a causa dei cronici ritardi nell'aggiornamento degli archivi degli enti pensionistici.


Fra i tanti ritardi, nelle registrazioni dei decessi non mancano le truffe: il familiare che nasconde il cadavere nel freezer, la donna di Olbia che continua ad incassare le tre pensioni della madre morta nel 2000 e cosi via..
Risultato: almeno tre miliardi e mezzo di euro rubati allo Stato sociale..
Poi ci sono percone amputate che per percepire una misera pensione, ogni anno deve andare a farsi le visite di controllo, manco se poi l'arto gli cresce..


La sanita' dopo le pensioni e' l'altra grande voragine dei conti pubblici: nel 2007 ha bruciato quasi 98 miliardi di euro.
False esenzioni per ticket, rimborsi gonfiati alle cliniche private fino agli appalti truccati negli ospedali pubblici, in cambio di tangenti, nomine o voti.


Insomma ci sarebbe ancora tanto da raccontare, la malattia dell'Italia e' tutta in una grande macchia d'olio che non riesce ad asciugarsi...la finanza, le fiamme gialle, tutti si stanno muovendo ma i tempi per un Italia migliore sono lontanissimi...

venerdì 25 gennaio 2008

SI VEDE CHE E' UNA CHIESA ?






C'e' da prendersi paura a sfogliare il catalogo Arte cristiana contemporanea voluto dall'Accademia di belle Arti di Brera.

Se non fosse che Gesu' Cristo, fondando la Chiesa, ha detto che "le porte degli inferi non prevarranno contro di essa", si potrebbe pensare che le installazioni, le sculture, le opere fotografate nel volumone siano state realizzate dalle avanguardie di Satana pronte a occupare violentemente ogni spazio liturgico.

Di fronte a simili immagini non sono soltanto gli esteti a cedere allo sconforto, anche i normali fedeli le percepiscono come un graffio nell'anima.
Non e' piu' questione del bello ma di qualcosa di piu' profondo.
Le opere sono belle per carita', ma non sono cattoliche.
La totale assenza di immagini non e' conciliabile con la fede nell'Incarnazione di Dio.

A voi piacerebbe avere una Chiesa cosi ?





giovedì 10 gennaio 2008

FUNZIONARI DI STATO E CATTIVE ABITUDINI

Il dottor Fabio Cilona, e' il primo dirigente della Polizia di Stato di Firenze.
Ogni pomeriggio alle 17, l'autista di Cilona, in uniforme, si alza dalla sedia e parte dal comando di Poggio Imperiale per andare a prendere a casa il suo dirigente, che abita a 8 km di distanza, in "borghese".
Destinazione: il Caffe' Paskowski, uno dei piu' eleganti bar del centro di Firenze.
Alla stessa ora convergono nello stesso bar, per un caffe', i suoi vice, che spesso devono attraversare tutto il traffico dei viali cittadini, percorrendo il tragitto dall'autostrada fino al centro della citta'.


Tutto questo in una citta' dove, a fronte di 599 rapine, 114 violenze sessuali, 7 omicidi, 2.512 furti in casa e 6.500 scippi, di notte circolano solo 5 volanti della questura e nemmeno un commissariato resta aperto dopo le 20, nonostante gli 8 mila turisti ogni anno.
Ma l'altra distrazione del denaro pubblico e' quella degli straordinari della polizia.
Una circolare del Ministero dell'Interno fissa il tetto massimo mensile per ogni agente a 55 ore di straordinario.
Gli agenti degli uffici operativi, come la Squadra Volanti, la Mobile e la Digos, ne effettuano molte di piu', con la consapevolezza che non verranno mai pagate, ma tradotte in riposi compensativi, andando cosi ad aggravare la cronica mancanza di personale.


Questa carenza di risorse che Cilona conosce bene, non sembra suggerire una maggiore prudenza nel disporre di quel poco che resta. Prendere un poliziotto per farsi portare tutti i giorni alle 17 a prendere il caffe' e' una cattiva abitudine, anche perche' l'autista di Cilona smarca piu' di cento ore al mese, a dieci euro lordi che lo Stato paga comunque per un servizio che non offre ai cittadini...non parlando poi del caffe' che costa piu' di un euro, moltiplicato per tutti i presenti e che sempre lo Stato paga.


Certo che Cilona come alto dirigente dimostra di essere un pessimo esempio per i suoi uomini..

mercoledì 2 gennaio 2008

BAMBOCCIONI PER GIUSTA CAUSA

Roma, Torino, Napoli, Milano, ovunque tra i giovani italiani il gioco dell'oca e' tornato di moda.
Un gioco pero', a cui nessuno vorrebbe partecipare, perche' inevitabilmente milioni di concorrenti finiscono sulla casella che obbliga a tornare al punto di partenza.
In un percorso che, li costringe a scendere la piramide sociale peggiornado lo stile di vita conosciuto nella famiglia di origine.

Un ragazzo, nato da un architetto benestante, madre professoressa al liceo, dopo la laurea in economia ha trovato un posto a 1.200 euro al mese in una piccola azienda fuori porta. Ci lavora da 4 anni ma lo stipendio e' fermo dal giorno dell'assunzione.
Da bambino andava al mare per un mese e la settimana bianca era di rigore.
Oggi con grandi sforzi ed un aiuto dal papa', riesce a fare max 6 giorni in un villaggio all-inclusive.
Ci sono ancora molti altri esempi da raccontare...
Se negli ultimi tempi i sociologi denunciano la mancanza di mobilita' sociale e i politici d'ogni schieramento promettono potenti iniezioni di metocrazia, dal Duemila la situazione e' drasticamente peggiorata: l'ascensore sociale e' in movimento, i giovani ci salgono sopra ma, invece di salire, o almeno restare a livelli della classe di origine, spesso si ritrovano a scendere su pianerottoli piu' bassi.

L'abbassamento dei salari negli ultimi 7 anni ha riguardato quasi tutti i dipendenti, la sindrome della quarta settimana investe anche i "raccomandati".
Al di la' delle divisioni di classe, protagonisti assoluti del gioco dell'oca sono i laureati.
Negli anni '60 l'agognato pezzo di carta permetteva di scalare le gerarchie e regalava carriere fulminanti, oggi universita' poco selettive sembrano aver generato, un offerta di dottori sproporzionata rispetto alle esigenze di mercato.
Non conviene investire come un tempo nell'istruzione, le imprese cercano soprattutto tecnici diplomati, i cervelli sono troppi ed il mercato non riesce ad assorbirli.

A Napoli la cattedra e' sempre piu' un diritto ereditario.
Nel 2002 un rapporto del giornale "Ateneapoli" scopri' che alla facolta' di Economia della Federico II il 16% dei professori era imparentato con un collega, 5 anni dopo la percentuale e' salita al 26%. Padri e figli, mogli e mariti, fratelli e cognati.

Insomma, Padoa Schioppa non puo' definire bamboccioni chi un lavoro non c'e' l'ha ed e' costretto anche se con 2 lauree a restare a casa e impossibilitato anche a metter su famiglia..

lunedì 31 dicembre 2007

MORTI BIANCHE: AVERE GIUSTIZIA NON E' UN DIRITTO E' UN SOGNO

Subito lo sdegno, il cordoglio, la litania di promesse vuote del tipo "mai piu' morire di lavoro".
E quell'odioso eufemismo di "morti bianche", come se il sangue di chi cade da un impalcatura o resta schiacciato da una pressa non avesse ne' colore , ne' nome, ne' responsabili.
Dopo, sparite le telecamere, le famiglie delle vittime restano sole e comincia per loro una via crucis fatta di imprese che scappano, responsabilita' che rimbalzano di qua' e di la', assicurazioni in perenne melina, processi lenti, avvocati costosi..
Alla fine se va bene, risarcimenti che sembrano a volte l'ultimo insulto..



In questi giorni di festa un augurio a tutte le famiglie delle vittime affinche' possano ottenere giustizia ed un appello a chi di dovere, per maggiori controlli sui posti di lavoro..

venerdì 21 dicembre 2007

MAMME ASSASSINE SI CONFESSANO

Un viaggio nell'ospedale psichiatrico dove vivono le donne che hanno ucciso i loro bambini.
C'e' chi custodisce ancora i vestitini del figlio, chi non parla mai dell'omicidio commesso, chi cerca nuovi amori.
In Italia ogni 11 giorni un genitore uccide il figlio e un terzo delle madri assassine riesce ad evitare il carcere per infermita' mentale.L'unico reparto attrezzato in Italia per ospitare le mamme assassine e' a Castiglione dello Stiviere nel mantovano.


Undici donne vengono intervistate.
Si autogestiscono, cucinano, decidono del proprio tempo con la chiave della stanza in tasca. Sono madri che stanno pochissimo dietro le sbarre. Quasi mai scontano i 10 anni dati dalla sentenza, massimo arrivano a 4 anni.
Trasferite in comunita' protette, rientrano poi in famiglia o si risposano senza fare figli e non tornano piu' ad uccidere.


Una mamma di 46 anni,nel 2002 aveva soffocato la primogenita di 6 anni infilandole la testa in un sacchetto di plastica.
Oggi chiede la liberta' vigilata, concessale perche' il marito l'ha perdonata e fara' lui da guida.
Il marito le ha anche chiesto scusa per non aver intercettato il malessere che montava ogni giorno.
Grand'uomo ? Non so' se potrei mai perdonare o capire, in una situazione simile.


Le ricoverate che hanno ucciso i loro figli ricoprono ruoli di comando. Dopo un mese diventano tutte "capi".
Dal bar alle pulizie, dal giardino alla biblioteca.
C'e' chi desidera una famiglia numerosa, chi si fidanza con quelli del reparto maschile, fanno palestra insieme.


Il 44% delle madri assassine dopo l'omicidio si suicidia o tenta il suicidio, il 30% confessa subito, il 26% nega simulando aggressioni o rapine.
Il 33% delle mamme assassine e' inferma di mente.
L'eta' media e' di 35 anni. Il 75% proviene dal Nord Italia.
Meta' delle mamme assassine inferme mentalmente e' orfana di madre, il 33,3% anche di padre.
L'eta' media delle vittime delle mamme killer ospitate a Castiglione delle Stiviere e' di 2 anni e 10 mesi
Nel 75% dei casi i mariti vanno via e non sostengono piu' la moglie.
Mamme assassine tra il 2000 e 2005: 75

mercoledì 19 dicembre 2007

CARCERI: BUTTARE LA CHIAVE NON SERVE

Sembrera' strano ma anche chi e' dentro ha paura della liberta'.
Un uomo che ha gia' scontato 15 anni, ha maturato 45 giorni di liberta' ma e' indeciso se prenderli o meno.
Il mondo fuori lo spaventa, ha paura dell'impatto con un ambiente che non conosce piu', dentro invece ha i suoi spazi, la sua vita e' organizzata.


Da un indagine del Dipartimeno dell'amministrazione penitenziaria risulta che i detenuti che vengono reinseriti gradualmente nella societa' tornano a delinquere in misura notevolmente inferiore rispetto a quelli che scontano la pena senza alcun beneficio fino all'ultimo giorno

martedì 18 dicembre 2007

TASSISTI GUADAGNI ELEVATI

Ho fatto il tassista per un giorno.

Dieci ore da tirocinante accanto all'esperto seduto al volante.
In 10 ore 18 corse e guadagno da un minimo di 5 a un massimo di 50 per un totale di 343 euro (mance incluse).
Ottimo bilancio di giornata.

Il nostro testimone lavora mediamente 25 giorni in un mese, a questi ritmi potrebbe portarsi a casa 8mila 575 euro lordi.
Che al netto di spese per contributi pensioni e infortuni, gasolio, ammortamento e assicurazione fanno non meno di 4.600 euro al mese.
Il tutto senza usare il servizio radiotaxi, che ha un'incidenza di 300 euro al mese.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall' Agenzia delle entrate, i tassisti italiani dichiarano al fisco 1.100 euro al mese, senza tredicesima.
A Roma la media dichiarata e' di 1.150 euro al mese, a Milano di 1.200

lunedì 17 dicembre 2007

PRIGIONIERI DEL SILENZIO

Quanti italiani hanno mai sentito parlare di Britel Abou Elkassim, di Simone Righi, di Carlo Parlanti, oppure di Angelo Falcone e simone nobili ?

L'Italia che si appassiona ai casi giudiziari e alle vicende carcerarie di certi squallidi protagonisti di Vallettopoli sembra distratta di fronte alle storie, spesso drammatiche, dei nostri connazionali incarcerati all'estero.

Britel Abou Elkassim, nato in Marocco, e' cittadino italiano dal 1999, residente a Bergamo, sposato con un italiana. Nel 2002 viene arrestato in Pakistan. Lo si accusa di essere un seguace di Bin Laden e nel 2004 viene condannato da un tribunale marrocchino.
Ora si trova nel carcere di Casablanca e sta facendo lo sciopero della fame.
Le autorita' italiane che hanno indagato su di lui hanno archiviato il caso nel 2006, definendo le accuse "totalmente insussistenti".

Simone Righi, bolognese, e' stato arrestato lo scorso 7 ottobre a Cadice, in Spagna, dopo una manifestazione ambientalista nella quale protestava per l'uccisione e l'incenerimento dei suoi cani.
Incarcerato, malato di cancro, puo'essere scarcerato solamente dopo il versamento di una cauzione di 9.000 euro che la famiglia non ha.

Carlo Parlanti, 43 anni, manager informatico, originario di Montecatini, e' detenuto nel carcere californiano di Avenal dopo essere stato condannato a 9 anni di reclusione per sequestro di persona e presunta violenza sessuale nei confronti dell'ex convivente.
E' un caso semplice, le accuse hanno molti punti deboli, resta il fatto che Parlanti e' rinchiuso in un penitenziario dove le condizioni sono durissime (grandi celle-dormitorio con 400 detenuti)

Angelo Falcone e Simone Nobili sono prigionieri in India dal marzo di quest'anno per un presunto traffico di droga.Otto mesi in cella e ancora aspettano la prima udienza del processo.
Secondo i dati della Farnesina del 2006, i detenuti italiani all'estero sono 2.820
I cittadini italiani che hanno guai giudiziari all'estero spesso si trovano di fronte a legislazioni che non conoscono, hanno problemi con la lingua, magari finiscono in mano a personaggi ambigui che approfittano della situazione chiedendo cifre abnormi per la difesa.
Nel resto del mondo ci sono molti problemi, e non sempre i nostri Consolati, per scarsita' di mezzi possono intervenire in modo tempestivo, a volte neppure vengono avvisati.

Una situazione triste.

sabato 15 dicembre 2007

I PEDOFILI NON GUARISCONO

A mezzo chilometro dalla Basilica di San Pietro, in Vaticano, lavora un professionista che conosce i piu' cupi segreti di alcuni membri del clero.
Non e' un confessore ma un clinico.
Ha poco piu' di 60 anni, origini Pugliesi, uomo di scienza prima che uomo di fede, Aureliano Paciolla insegna psicologia della personalita' ed e' psicoterapeuta orientato verso l'ipnosi e il cognitivismo.
Il suo campo d'azione specifico riguarda l'abuso sessuale, in particolare su minorenni e pedofilia.
Il primo caso di cui si e' occupato riguardava un laico, e quest'ultimo gli ha insegnato che riconoscere un pedofilo non e' cosa semplice anche se sei un professionista.

"Bruno aveva 35 anni e andava da Paciolla per curare i suoi stati d'ansia dovuti alla sua separazione dalla moglie e alla disoccupazione.
Dopo 2 anni di trattamento, di punto in bianco gli rivelo' che molto tempo prima aveva abusato di sua figlia, quando lei aveva 4 anni. La toccava quando dormiva"
La ragazza di 16 anni soffriva di stati dissociativi che non le permettevano di studiare con profitto. Il padre spari poco dopo aver rivelato il suo segreto al psicoterapeuta.

Altre testimonianze del dottore:
Era il 1995 quando un viceparroco di 29 anni gli confido' che allenava la squadra di calcio dell'oratorio e al termine delle partite si improvvisava massaggiatore per toccare i bambini di 8-9 anni. Dopo il racconto spari'.

Un altro frate 55 enne, da un lato aveva un autentica ossessione per l'orario delle messe e delle preghiere, dall'altro metteva in pratica fantasie masturbatorie con bambini.


Un pedofilo e' incurabile ?
Alcune risposte date dal dottor Paciolla:
curabile ma inguaribile.
Difficilmente un pedofilo viene a chiedere aiuto da solo: arriva in terapia per altri disturbi o se viene implicato in vicende giudiziarie.
Un pedofilo non riconosce la propria inclinazione.
Trattandosi di una preferenza sessuale e' impossibile variarla clinicamente.
Messo davanti ai dati di fatto, in poche sedute il pedofilo abbandona il trattamento

Cosa pensa dell'ipotesi di castrazione chimica ?
Elimina solo l'erezione, ma il pedofilo resta tale e sfoga le proprie pulsioni con altre parti del corpo, anche con maggiore veemenza a causa della frustrazione.

In merito cosa dice il Vaticano ?
Non sempre le autorita' ecclesiastiche hanno collaborato con le indagini giudiziarie.
Ora sembra che ci sia maggiore collaborazione, ma le resistenze sono ancora eccessive.

In tribunale i casi di pedofilia in seno al clero sono sempre piu' frequenti. Il fenomeno e' in crescita ?
Il clero dei paesi anglosassoni ha una maggiore percentuale di casi di pedofilia conclamata perche' i loro sistemi giudiziari vantano certezza e immediatezza della pena.
Al contrario, dove la pena e' solo probabile e nel tempo, la denuncia diventa una fonte di stress per la vittima e i suoi familiari.
Alcuni poi ritengono che nelle culture latine, a prevalenza cattolica, sia piu' facile per la Chiesa tenere nascosta un'infamia.

Ci sono differenze tra pedofili laici ed ecclesiastici ?
No. Le cause sono comuni, per entrambi la pedofilia puo' essere una patologia, se la tendenza e' stabile nel tempo, o soltanto un reato, per il quale basta un unico atto sessuale.

Chi e' la vittima tipo del prete pedofilo ?
I sacerdoti abusanti di orientamento eterosessuale molestano di solito le fedeli adulte e, meno frequentemente, suore e bambine.
I sacerdoti pedofili con orientameno omosessuale, statisticamente prediligono i bambini, specialmente prepuberi.

Si e' mai lasciato sopraffare dall'orrore di un racconto ?
Non posso dimenticare la storia di un quarantenne che dopo aver abusato della figlia primogenita, ormai diciassettenne, si era dedicato ai due gemelli secondogeniti, dodicenni: un maschio e una femmina.
Violentava entrambi, e quando la bimba rimase incinta, la porto' ad abortire firmando perche' uscisse in anticipo dall'ospedale per poterla subito violentare di nuovo...

Una storia da horror, mi e' venuta la pelle d'oca solo a scrivere...
Un messaggio per tutti affinche' ci si guardi bene attorno quando si lasciano i propri figli, per fortuna che sono un po' diffidente per natura, e non lascio mai a nessuno mio figlio, e quando crescera' se fara' sport o vorra' frequentare l'azione cattolica, non solo saro' presente ma gli faro' mille domande fino a che lui non mi mandera' a quel paese.



venerdì 14 dicembre 2007

CONTINUA NEL MONDO LA STRAGE CAUSATA DALLE MINE ANTIUOMO

Nel 1997 venne messo a punto un trattato per vietare la produzione, l'uso, l'immagazzinamento e il commercio delle mine antiuomo,
capaci di uccidere o ferire anche a guerra finita, senza distinguere se il piede che le calpesta e' di un soldato, di un agricoltore intento a lavorare i campi, di un fanciullo che gioca o di una donna che va al mercato.

39 Nazioni hanno deciso di non aderire: Usa, Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Sri Lanka, Myanmar (ex Birmania), Israele, Siria.
E' vero che negli ultimi anni le cose sono migliorate, l'anno scorso le vittime sono state il 16 per cento in meno rispetto al 2005, ma i Paesi che non hanno aderito ne conservano ancora 160 milioni.

martedì 11 dicembre 2007

CARAMELLE PERICOLOSE

Quando entriamo nei grandi supermercati, ma anche feste in piazza, ci troviamo spesso, di fronte a tantissime caramelle colorate, gommose, a forma di animaletti...difficile che i bambini (ma anche gli adulti) resistano a simili tentazioni.

Altroconsumo ha analizzato 35 diversi tipi di caramelle gommose, 16 confezionate e 19 vendute sfuse: risultato, una gran quantita' di coloranti, che non sempre vengono segnalati.

E' vero che con un solo prodotto non e' facile superare le dosi consigliate: per riuscirci un bambino dovrebbe mangiare un kilo di caramelle, ma e' anche vero che molti dolciumi contengono un mix di coloranti diversi, e che gli additivi sono presenti in molti altri alimenti di consumo quotidiano.
Quindi il vero problema e' il mix di additivi e coadiuvanti tecnologici che assumiamo insieme.
Molti coloranti possono causare allergie, e quelli che al momento risultano davvero sicuri, son ben pochi.

Le caramelle sfuse in vendita nei mercati e nei cinema, solo in quattro casi risultano in regola.
Per i bambini sotto i 4 anni lo zucchero (caramelle) e' assolutamente controindicato, e negli adulti va usato con grande cautela perche' aumenta la produzione di insulina aprendo la strada a obesita' e diabete

giovedì 6 dicembre 2007

CHI SONO VERAMENTE GLI ULTRA'

Dalle letture dei giornali si e' potuto capire che gli Ultra' altro non sono che vandali, neo-fascisti, teppisti, delinquenti poco scolarizzati....

Eppure una risposta piu' approfondita la si puo' trovare in libreria.
Da una analisi approfondita emerge che: l'universo ultra' e' formato da decine di galassie, comprende numerosi mondi, ed e' composto da tanti ragazzi della porta accanto.
Persone insospettabili, come hanno dimostrato gli arresti di qualche settimana fa', in seguito ai disordini avvenuti per la morte del tifoso, Gabriele Sandri: studenti, impiegati, commercianti, piccoli imprenditori.

Essere Ultra' significa aderire a una mentalita' e a riti codificati.
Niente a che fare con la criminalita' comune.
In ogni libro di riferimento, a cominciare dal piu' noto degli ultimi anni, Fedeli alla tribu',
si legge che nel comportamento ultra' si delineano uno stile di vita, una serie di simboli mentali che, negli anni del vuoto ideologico riempiono il cuore e la testa di migliaia di tifosi.

Un altro testo, Febbre a 90°, parla di storie di ragazzi in bilico fra precarieta' esistenziali, passioni travolgenti, senso di appartenenza, trascinati da una ferrea logica del branco che travolge le regole e ha come sbocco la violenza brutale.
Libri che ci fanno capire l'oggi, e ci indicano quello che potrebbe succedere domani.






venerdì 30 novembre 2007

I GAY VANNO ACCETTATI

Dichiarare la propria omosessualita' ai genitori per molti e' ancora un dramma, che puo' portare al suicidio.
Lunedi 12 novembre, mentre l'Italia si interrogava sulla morte assurda del tifoso (sandri), un altro ragazzo di 22 anni toglieva il disturbo in silenzio.
Un ragazzo di 22 anni, studente di economia a Tor Vergata, prima di suicidarsi ha mandato un sms agli amici spiegando il motivo del suo gesto.
Claudio era gay, e non riuscendo ad affrontare le discriminazioni che subiva per il suo orientamento sessuale, aveva trovato come unica soluzione, il suicidio

La conoscenza dell'omosessualita' dei propri figli aiuta le famiglie a prevenire la violenza contro di loro perche' li fortifica. Essere capiti e appoggiati dai propri cari, li mette in condizioni di reagire alle violenze invece di subirle.
Come per molti e' difficile dire ai propri genitori della propria diversita', e' altrettanto difficile da parte dei genitori, anche i piu' aperti, confrontarsi con figli diversi da quelli che credevano di conoscere.

C'e' chi, per dirlo alla madre gira un video e lo mette su You Tube.
Alberto Ruggin, 21 anni, l'ha detto in televisione, il 19 novembre a Ciao Darwin. Lui frequentava l'azione cattolica, il parroco appena saputa la notizia dalla televisione, lo caccia dal coro. Questo e' un altro argomento che la Chiesa dovrebbe dare l'esempio, ma per ora non mi prolungo, per non uscire fuori pista, come gia' sapete, se iniziamo a parlare di Chiesa, non si finisce piu'.
Sui forum di Gay.it e i blog italiani il tema appassiona, spesso nascono discussioni animate, e nei commenti ognuno racconta la propria esperienza, alcune drammatiche, altre comiche, molte per fortuna, a lieto fine.

sabato 24 novembre 2007

24 NOVEMBRE 2007 - MANIFESTAZIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Oggi in piazza a Roma , ci sara' il corteo contro la violenza delle donne. Vi partecipera' una generazione di giovani e giovanissime, spinte dalla scoperta di quali dimensioni abbiano raggiunto i maltrattamenti contro le donne.

Come si puo' accettare che ogni anno 130 donne siano assassinate nel nostro Paese, nell'80 per cento dei casi da mariti, compagni ed ex ?
Moltissime donne, subiscono violenza in casa, ma poche denunciano, perche' non sanno ancora che si tratta di reato.
Il punto che verra' evidenziato di piu' e' proprio quello della violenza subita tra le mura domestiche, dove si conosce l'aggressore.
Scenderanno in piazza anche le donne dei centri antiviolenza, consulenti, avvocati di questi centri..si faranno sentire anche per chiedere nuove regole che prendano atto dell'emergenza.
La violenza contro le donne a Montecitorio e dintorni, non sembra un'emergenza nazionale.
Se questa non e' considerata violenza, cos'e' allora per loro la violenza? solo quando a sparare e' la Camorra ?

Peccato che non potro' esserci, ma sono con tutte le manifestanti.
Viva le donne
Viva la forza delle donne
Viva il coraggio delle donne
Viva le donne in carriera
Viva le donne casalinghe
Abbasso la violenza
Abbasso la politica
Abbasso la mediocrita' di chi emette leggi assurde
Abbasso chi picchia le donne
Abbasso chi uccide le donne
Abbasso chi non ama le donne
GIU' LE MANI DALLE DONNE !!!!


martedì 20 novembre 2007

IL TRACOLLO DELLA FILIERA BUFALINA CASERTANA

Animali comprati all'estero e poi fatti ammalare. L'ombra della camorra sui risarcimenti.

Le bufale vengono acquistate in Romania o Bulgaria al costo di 150-200 euro al capo, trasportate nel Casertano come animali da macellare, vengono messe nell'allevamento e contagiate con iniezioni di sangue infetto da brucellosi.
Lo Stato (cioe' i nostri soldi), risarcira' l'allevatore per il capo infetto abbattuto con una cifra che si aggira attorno ai 2000 euro.
Questo e' l'ultimo business su cui punta la camorra.

Il loro obiettivo e' di tirare a se' i 90 milioni di euro che lo Stato e la Regione Campania hanno stanziato per sconfiggere la brucellosi.
L'Unione Europea ha minacciato l'Italia di avviare una procedura di infrazione alle norme Ue se non debellera' questa malattia infettiva febbrile che colpisce le bufale, ne contagia il latte e i derivati e si trasmette all'uomo.
Nel Casertano ci troviamo di fronte a un tasso di diffusione della brucellosi pari al 50%

Per scongiurare truffe, i ministeri dell'Agricoltura e della Salute hanno approntato un programma di controllo satellitare dell'intera popolazione bufalina casertana con la procedura di "imbolamento" degli animali.
In pratica all'animale viene fatta ingoiare una pallina che contiene un microchip che si ferma nel rumine e che consente di identificare l'animale e di seguirlo via computer fino alla morte.
Il pericolo e' quello di smantellare un settore trainante dell'economia campana che alimenta un giro d'affari da mezzo miliardo di euro. La filiera bufalina rappresenta una grande azienda gestita da 3 mila fra imprenditori e allevatori che da' occupazione a piu' di 30 mila persone.

Cosi tra truffe mascherate, atti di pirateria agroalimentare sanzionati e sospetti di adulterazione della mozzarella con calce viva per abbassarne il grado di acidita', e con il detersivo per renderla piu' bianca, o l'utilizzo di latte di vaccino per ridurne i costi, l'immagine dell'oro bianco di Caserta risulta opaco.




venerdì 16 novembre 2007

LETTERA APERTA DI SALVATORE BORSELLINO AL SIG.MASTELLA

Milano, 14 Novembre 2007

Ricevo da Benny Calasanzio la lettera allegata, una lettera piena di dignità e di disgusto per l’ultima, inaccettabile esternazione del signor Clemente Mastella, mi ripugna adoperare per questo personaggio il titolo di Ministro della Repubblica, che ha annunciato di avere intenzione di querelare Beppe Grillo per le sue dichiarazioni al Parlamento Europeo e di volere devolvere gli eventuali proventi di questa querela ai familiari delle vittime della mafia.

La minaccia di querela è uno spauracchio che viene ormai correntemente usato come surrogato degli “avvertimenti mafiosi” da politici che hanno dimestichezza con questo tipo di procedure, per cercare di tacitare le accuse che loro rivolte da giornalisti, scrittori, presentatori e anche persone comuni che scrivono in rete e sui blog.

Lo stesso signor Mastella, non molto tempo fatto non trovò di meglio per replicare alle accuse che gli avevo rivolto con lettere aperte pubblicate in rete e nel corso della trasmissione di Anno Zero ricordarmi di “avere fatto concedere la pensione alla famiglia Borsellino”.

In quella occasione replicai in primo luogo al signor Mastella che non si tratta della “concessione” di un Ministro, ma di un “riconoscimento” da parte dello Stato, ma probabilmente lo stesso signor Mastella è troppo abituato alle consuetudini clientelari per afferrare la differenza.

In secondo luogo che, per quanto mi riguarda, oltre a non essere ovviamente beneficiari di alcuna pensione, ho persino rinunciato a richiedere la “provvisionale” che avrei potuto richiedere come parte civile nel processo per l’assassinio di mio fratello perchè quello che mi aspetto dallo Stato è solo Giustizia e non provvedimenti economici.

Ma probabilmente il signor Mastella non è competente neanche in fatto di Giustizia e quindi non ha ritenuto di darmi una risposta.

Per finire poi ricordo allo stesso signor Mastella che nelle sue affermazioni fatte al Parlamento Europeo Beppe grillo non fa altro che riportare quanto da me già affermato in un lettera aperta del 20 Settembre nella quale affermavo, tra l’altro :

“Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l’altro due giudici che da soli combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si è sempre rifiutato di combatter ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano.

Oggi non serve più neanche il tritolo, oggi basta,alla luce del sole, avocare un’indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava ad arrivare al livello degli “intoccabili”, perché tutto continui a procedere come stabilito.

Perché questa casta ormai avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l’indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegnamente il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che ormai considera di propria esclusiva proprietà.

Oggi basta che un ministro indegno come il signor Mastella ricatti un imbelle capo del Governo, forse anche egli coinvolto nelle stesse vicende, minacciando una crisi di governo, perchè tutta una classe politica faccia quadrato intorno al suo degno rappresentante e il messaggio arrivi forte e chiaro ai vertici molli della magistratura”

Ecco quanto ho scritto e riaffermo.

Se il signor Mastella ritiene di dover querelare per le sue fasi Beppe Grillo, lo prego di fare la stessa cosa anche nei miei confronti, mi potrà così poi devolvere, come familiare di una vittima della mafia, una parte dei proventi che gli deriveranno dalla messa in pratica del suo “avvertimento”.

Alla lettera di Benny Calasanzio non ritengo di poter aggiungere altro se non che mi associo alla sua richiesta fatta per conto della propria famiglia.

E’ così piena di dignità offesa e di disgusto per le squallide dichiarazioni dei politici cui fa riferimento che ogni altra parola sarebbe superflua.


Salvatore Borsellino


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Mi ritrovo qui, ad un anno di distanza, a scrivere una lettera dai contenuti identici a quella dell’anno prima.

Devo di nuovo scendere in campo per difendermi e per difendere la mia famiglia, soprattutto mio nonno e mio zio che oggi non ci sono più e non possono farlo da soli.

Un anno fa scrivevo al presidente della regione Sicilia, Cuffaro, per chiedergli di tenersi stretti i volgari denari che gli sarebbero pervenuti dai processi vinti contro i suoi diffamatori anziché devolverli alle famiglie delle vittime di mafia.

Non fosse altro perché egli stesso era indagato per mafia.

E un bracconiere che sostiene il Wwf non sarebbe stato credibile.

Oggi devo di nuovo intervenire e ricordare, questa volta al ministro della giustizia Mastella, che i familiari di vittime di mafia non sono una merce elettorale, né un modo per giustificare querele per diffamazione e farle sembrare più buone.

E’ di oggi infatti, la notizia che il ministro Mastella querelerà Beppe Grillo per delle sue dichiarazioni, è devolverà ai familiari di vittime di mafia l’indennizzo che prevede di percepire.

E’ squallido l’atteggiamento e la mentalità di personaggi come Mastella, che si scomodano e ci chiamano in causa per promettere spiccioli a quelli che forse vedono come morti di fame che elemosinano, dimenticandosi che non è di denaro che abbiamo sete, ma di giustizia e di verità, anche in casi che nulla hanno a che fare con i nostri personali trascorsi ma che ci darebbero speranza per il futuro, come quello De Magistris. E io e la mia famiglia oggi siamo stanchi di subire queste reiterate offese alla nostra dignità e a quella dei nostri cari che sono stati uccisi da un’associazione criminale chiamata mafia, ma anche da uno stato che non ha saputo proteggere un uomo come mio nonno che cercava verità per il figlio ucciso, a cui ha concesso solo una pistola per difendersi.

Sono disgustato e fatico a rimanere composto e a mantenere un linguaggio degno della memoria dei miei parenti, ma la rabbia, l’indignazione verso un personaggio come Mastella, che si eleva a nostro paladino è tanta, e questa volta non tollereremo questo ennesimo atto di sprezzante carità.

Ci ha provato Cuffaro, adesso Mastella.

Ma perché in Italia è così difficile essere lasciati in pace, lontani da becere diatribe politiche, a condurre una personale lotta per la memoria, per il ricordo dei propri cari e di tutti quelli che come loro credevano e sono morti per la giustizia.

Perché non si può rimanere da soli, ad assimilare e metabolizzare un dolore che ci ha sconvolto l’esistenza?

Ho capito che in Italia non si può. Ogni giorno dobbiamo subire un “nuovo arrembante” che getta fango su delle famiglie che per colpa della mafia ancora piangono.

Ogni giorno un nuovo eroe che si mette in bocca parole su cui invece dovrebbe riflettere e fare mea culpa.

Un giorno ci tocca sentire il presidente dell’assemblea siciliana Miccichè dire che è un brutto simbolo intitolare l’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino perché ricordano la mafia.

Quello dopo un ministro della repubblica indagato abuso d’ufficio, finanziamento illecito dei partiti e truffa che vuole diventare nostro azionista e darci i soldi di Beppe Grillo, colpevole di salvaguardare a Strasburgo un giudice che lui vorrebbe fuori gioco.

Il rispetto, il senso dello stato non si vende e non si compra, per diamine.

Io sono stanco, sfiancato.

Sono stanco di dovere difendere i miei parenti non da mafiosi o criminali, che sarebbe anche una mia prerogativa e una scelta di vita che ho fatto, ma da gente che dovrebbe far di tutto per starci accanto e per aiutarci.

Ma come ci si può permettere di parlare di soldi, di fare i gradassi su questioni così delicate.

La famiglia Calasanzio rifiuta formalmente ogni contributo, ogni centesimo proveniente da queste fonti, non perché siamo ricchi od arroganti, ma perché abbiamo vissuto una tragedia che ci ha duramente messi alla prova, e perché vorremmo solo una buona politica, un impegno serio per stare accanto a quelle famiglie come la nostra che sono state colpite da un associazione criminale.

La dignità non si compra, caro ministro, continui per la sua strada, lasciandoci in pace, perché siamo gente onesta, modesta e composta, che non vogliamo mai essere confusi con chi fa la guerra alla magistratura democratica che porta avanti le proprie indagine con rispetto sia per la parte offesa che per gli indagati.

Una magistratura che mai ci ha giovato, regalandoci solo una condanna per il killer di mio nonno e tanta sofferenza, ma che nonostante questo mai ci sentiremmo di attaccare e demonizzare, perché rappresenta la giustizia, l’unica e l’ultima cosa in cui crediamo.


Benny Calasanzio

giovedì 15 novembre 2007

HA SOLTANTO 12 ANNI E GIA' LO PARAGONANO A PAGANINI

Si chiama Stefano Mhanna, figlio di un medico libanese e di una psicologa pugliese. Un ragazzino che ha iniziato a suonare a 3 anni per gioco, ed oggi incanta critici e musicisti. E' stato elogiato da Uto Ughi e dal Vaticano, Stefano e' ben piu' di un bambino prodigio.

IN MARCIA PER SCOPI UMANITARI

Una nonna di 61 anni, Rosie Swales Pope, originaria del Galles, e' nonna ma ha energia da vendere e un record ancora da stabilire.

E' partita dal suo paese nell'ottobre del 2003, trascinandosi dietro un carrettino con tutte le sue cose. Ora si trova a New York, dove e' arrivata a piedi dopo aver oltrepassato l'Europa, la Russia e l'America del Nord. Durante il suo viaggio nel mondo raccoglie fondi da destinare alla ricerca sul cancro.
Il ritorno a casa, in Gran Bretagna, e' previsto il 1° Giugno 2008

IL DNA PROTEGGE LA MOZZARELLA

I bufali della razza Mediterranea italiana hanno un patrimonio genetico diverso da quello degli animali che provengono da Nord Africa, Est Europa e Cina.

Ne consegue che anche il latte di bufale utilizzato per produrre in Campania le celebri e saporite mozzarelle, e' diverso.

Per evitare che gli Italiani, comprino imitazioni, il Laboratorio di Genetica e Servizi di Cremona, sta lavorando a un progetto per garantire l'autenticita' delle mozzarelle italiane.
Dal test del DNA, si risalira' all'origine del latte. Se italiano, sara' riportato sulle confezioni a garanzia di tutti.



Personalmente dubito della garanzia, perche' sicuramente circoleranno anche etichette false.