Il distretto di Kavre a vedersi, e' bellissimo: una sterminata distesa di campi gialli e colline verdi, piccoli villaggi in pietra e templi induisti dietro ai quali si staglia, immensa, la catena dell'Himalaya.
Ma questo paradiso terrestre e' conosciuto in Nepal con un nomignolo che ne spezza ogni magia: "la valle dei senza reni", l'epicentro del traffico di organi che nutre i moderni ospedali di Calcutta, Delhi e Bombay, frequentati da benestanti provenienti da mezzo mondo in cerca di un trapianto rapido, economico e illegale.
E qui, nei villaggi attorno al capoluogo Dhulikel, che i trafficanti di reni trovano i loro fornitori: contadini semianalfabeti, ragazze che non hanno mai messo piede fuori dalla loro risaia, famiglie indebitate da anni per comprarsi il campo che permette loro di vivere.
Quante siano le persone che si sono vendute un rene , e' un dato che sfugge a ogni censimento: ma in ogni famiglia c'e' almeno 1 persona che l'ha fatto.
Nel 99 per cento dei casi la transazione non ha avuto alcun effetto economico positivo sul lungo termine, vuoi perche' spesso i donatori spendono in poche settimane tutto quello che hanno guadagnato (il piu' delle volte in superalcolici), vuoi perche' i soldi gudagnati servono per pagare gli strozzini, vuoi perche' non e' raro che i trafficanti alla fine disattengono i patti e spariscono lasciando il donatore senza la sua parte.
I prezzi per ogni rene viaggiano sempre sui circa 2000 dollari.
Negli ospedali indiani, per fretta e incuranza, i chirurghi tendono a tagliare il donatore in modo trasversale ai tessuti muscolari (al contrario di quanto avviene in Occidente) il che produce una cicatrizzazione imperfetta e dolorosa: quindi, non e' solo la mancanza di un rene a peggiorare la salute di un donatore, ma soprattutto il modo con cui viene operato..
Questo triste mondo, che veste chi e' vestito e spoglia gli ignudi...
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sabato 2 febbraio 2008
LA VALLE DEI SENZA RENI
alle
15:59
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Etichette: donazione organi, NEPAL, reni
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