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sabato 26 gennaio 2008

PARLA IL PAPA' DI UN DETENUTO ALL'ESTERO

Ho ricevuto questa email e gentilmente mi e' stata chiesta la divulgazione.
In un post precedente http://giovannaalborino.blogspot.com/2007/12/prigionieri-del-silenzio.html ho anche scritto di questa terribile situazione, ed ora e' proprio il papa' di Angelo Falcone ad avermi scritto.

Giovanna buona sera, sono Falcone Giovanni, il papà di Angelo detenutoi n India insieme a simone da 10 mesi, dimenticati dalle istituzioni,come del resto tutti gli italiani detenuti all'estero. E' una ingiustizia e un'assurdità, nessuno riesce a capire o non vuole tutta questa situazione assurda. Non è spiegabile che delle persone siano trattati in modo così disumano, nessuno dei tanti onorevoli parlamentari, nessuno escluso, sono tanto presi per tutto che si dimenticano della cosa più semplice e antica, UMANITA'.

Certocapisco che dei circa 3000 detenuti la maggior parte sono persone reiconfessi e hanno commesso reati, ma ciò non vuol dire che debbano essere dimenticati, ancor più per il fatto che l'italia garantisce a tutti, anche stranieri regolari e irregolari ed è giusto così, degno di uno Stato democratico e rispettoso del diritto Internazionale e almeno per questo dovrebbero almeno chiedere e imporre a queste nazioni il Diritto di reciprocità riconosciuto e accettato da quasi tutti gli Stati.

Ti chiedo se puoi far passare ancora la notizia perchè solo così con l'aiuto di tutti posso sperare di salvare questi ragazzi e ridargli la libertà che gli è stata rubata. GrazieFalcone Giovanni http://giovannifalcone.blogspot.com 0835504043/ 3384005065

giovedì 3 gennaio 2008

EVASIONE PER GIUSTA CAUSA

Qualche giorno prima di Natale 200 detenuti del carcere di San Vittore di Milano hanno lasciato le loro celle per pulire le strade di Milano, parchi trascurati e giardini incolti.
Sorvegliati da agenti armati ed esperti della polizia penitenziaria per tutto il giorno hanno curato gli angoli abbandonati della citta'.


Si tratta di un iniziativa sperimentale fortemente voluta da chi all'interno del ministero della Giustizia ha scommesso sulla riabilitazione dei detenuti.
Le attivita' nel periodo di prova non sono state retribuite. Gli enti hanno offerto un pasto ai volontari, pagando solo l'assicurazione contro gli infortuni..
A Giugno i detenuti piu' volenterosi saranno messi sotto contratto dalle amministrazioni.

lunedì 17 dicembre 2007

PRIGIONIERI DEL SILENZIO

Quanti italiani hanno mai sentito parlare di Britel Abou Elkassim, di Simone Righi, di Carlo Parlanti, oppure di Angelo Falcone e simone nobili ?

L'Italia che si appassiona ai casi giudiziari e alle vicende carcerarie di certi squallidi protagonisti di Vallettopoli sembra distratta di fronte alle storie, spesso drammatiche, dei nostri connazionali incarcerati all'estero.

Britel Abou Elkassim, nato in Marocco, e' cittadino italiano dal 1999, residente a Bergamo, sposato con un italiana. Nel 2002 viene arrestato in Pakistan. Lo si accusa di essere un seguace di Bin Laden e nel 2004 viene condannato da un tribunale marrocchino.
Ora si trova nel carcere di Casablanca e sta facendo lo sciopero della fame.
Le autorita' italiane che hanno indagato su di lui hanno archiviato il caso nel 2006, definendo le accuse "totalmente insussistenti".

Simone Righi, bolognese, e' stato arrestato lo scorso 7 ottobre a Cadice, in Spagna, dopo una manifestazione ambientalista nella quale protestava per l'uccisione e l'incenerimento dei suoi cani.
Incarcerato, malato di cancro, puo'essere scarcerato solamente dopo il versamento di una cauzione di 9.000 euro che la famiglia non ha.

Carlo Parlanti, 43 anni, manager informatico, originario di Montecatini, e' detenuto nel carcere californiano di Avenal dopo essere stato condannato a 9 anni di reclusione per sequestro di persona e presunta violenza sessuale nei confronti dell'ex convivente.
E' un caso semplice, le accuse hanno molti punti deboli, resta il fatto che Parlanti e' rinchiuso in un penitenziario dove le condizioni sono durissime (grandi celle-dormitorio con 400 detenuti)

Angelo Falcone e Simone Nobili sono prigionieri in India dal marzo di quest'anno per un presunto traffico di droga.Otto mesi in cella e ancora aspettano la prima udienza del processo.
Secondo i dati della Farnesina del 2006, i detenuti italiani all'estero sono 2.820
I cittadini italiani che hanno guai giudiziari all'estero spesso si trovano di fronte a legislazioni che non conoscono, hanno problemi con la lingua, magari finiscono in mano a personaggi ambigui che approfittano della situazione chiedendo cifre abnormi per la difesa.
Nel resto del mondo ci sono molti problemi, e non sempre i nostri Consolati, per scarsita' di mezzi possono intervenire in modo tempestivo, a volte neppure vengono avvisati.

Una situazione triste.