Alla Barbican Art Gallery (Londra) viene presentata la prima mostra d'arte vietata ai minori di 18 anni, come fosse un cinema a luci rosse o uno spettacolo di striptease.
Ci sono esposte opere senza censura: dai Greci al Picasso mai visto.
Il visitatore che si addentrera' nelle sale della Barbican Gallery di Londra, scoprira' i paradisi e gli inferni del sesso rappresentati senza censure.
Non si vedranno dipinti che celebrano casti baci e languide carezze. Soltanto rudi amplessi, penetrazioni di ogni genere e perversioni a piacere.
Il tema della mostra e' infatti uno solo: la rappresentazione dell'atto sessuale nell'arte.
La mostra sara' aperta fino a Gennaio 2008.
Viene spontaneo un confronto
A milano il sindaco Letizia Moratti a stroncato sul nascere la mostra sull'omosessualita'partorita dal suo assessore Vittorio Sgarbi, e ha tuonato anche contro i manifesti con la giovane anoressica nuda inventata da Oliviero Toscani.
A Londra, invece si scelgono di usare sedi pubbliche prestigiose e avveniristiche per una mostra sporcaccione ma non volgare, provocatoria ma non trasgressiva.
Oggi dalle nostre parti spira l'aria di uno strano neoperbenismo.
Un puritanesimo a ritmi alterni, per cui va' bene la valletta che mostra il lato B in televisione o la fondatrice di movimenti politici che esibisce la giarrettiera, ma poi si mettono i braghettoni ai gay di Sgarbi e lle anoressiche di Toscani.
La Barbican Gallery ha fatto di tutto perche' la mostra fosse stimolante,hanno consultato polizia, valutato tutti gli aspetti legali.
Alla fine, l'effetto dominante sara' quello di una grande festa visuale.
La direttrice della Barbican, Kate Bush smorza in anticipio le polemiche: "Una mostra costruita con un grande rigore scientifico e che al tempo stesso stuzzichi il grande pubblico: e' il sogno di ogni museo. E' il sesso e' un argomento che coinvolge tutti, chi lo fa' e chi non lo fa".
La mostra ricostruisce anche la storia delle molte collezioni proibite che si sono succedute attraverso i secoli. Tra le quali, la piu' famosa e' forse il Gabinetto segreto del Museo di Napoli.
I Borboni vi avevano fatto rinchiudere sotto chiave, i monumenti infami e lascivissimi scoperti negli scavi di Pompei ed Ercolano.
Giuseppe Garibaldi, nel 1860, aveva liberato satiri e ninfe dalla prigionia borbonica: il nuovo direttore dei musei napoletani, lo scrittore Alexandre Dumas, li aveva esposti senza censura nel nome di una rinnovata liberta'.
Subito soffocata dal perbenismo sabaudo, che rispedì i reperti in una gattabuia da cui sono usciti solo 7 anni fa'.
Viene spontaneo chiedersi se i nostri giorni siano davvero poi cosi liberi nei confronti della rappresentazione del sesso.
Una cosa e' certa, questa mostra a Milano non la vedremo mai.