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lunedì 31 dicembre 2007

MORTI BIANCHE: AVERE GIUSTIZIA NON E' UN DIRITTO E' UN SOGNO

Subito lo sdegno, il cordoglio, la litania di promesse vuote del tipo "mai piu' morire di lavoro".
E quell'odioso eufemismo di "morti bianche", come se il sangue di chi cade da un impalcatura o resta schiacciato da una pressa non avesse ne' colore , ne' nome, ne' responsabili.
Dopo, sparite le telecamere, le famiglie delle vittime restano sole e comincia per loro una via crucis fatta di imprese che scappano, responsabilita' che rimbalzano di qua' e di la', assicurazioni in perenne melina, processi lenti, avvocati costosi..
Alla fine se va bene, risarcimenti che sembrano a volte l'ultimo insulto..



In questi giorni di festa un augurio a tutte le famiglie delle vittime affinche' possano ottenere giustizia ed un appello a chi di dovere, per maggiori controlli sui posti di lavoro..

sabato 8 dicembre 2007

UN SOGNO INFRANTO

Leggo ieri su repubblica che un disabile, iscritto al collocamento dal 1980, dopo 27 anni di attesa, i primi di ottobre gli viene recapitata una lettera di assunzione.
Costretto da una vita su una carrozzina, finalmente potra' lavorare.
La mansione da svolgere sarebbe "addetto all'immissione dati in videoterminale", in un azienda nella provincia di Caserta.
L'azienda ha 15 dipendenti, e nel rispetto della legge , ha presentato richiesta per l'inserimento di un disabile.
L'uomo si presenta, gli mostrano l'azienda, gli uffici, la sua scrivania, avrebbe dovuto lavorare dopo qualche giorno.
Per assumere un disabile l'immobile deve possedere le giuste modifiche apportate per il passaggio del disabile.
Il 29 ottobre, la societa' comunica che le attuali barriere archittettoniche impediscono un corretto inserimento del disabile, e essendo l'immobile non di proprieta' loro, non possono apportare modifiche.

Il responsabile della societa' si giustifica, e da' la colpa all'ente pubblico, che avrebbe prima dovuto fare le opportune verifiche nell'ambiente di lavoro.
L'azienda ricevuta la comunicazione, non gli era stato detto il tipo di disabilita'.
Di fronte all'ipotetico errore del collocamento, perche' allora illudere quest'uomo facendogli fare il giro dell'azienda?
Non solo l'uomo ha chiesto un risarcimento da parte della societa', quanto non si da' per vinto, perche' il suo sogno rimane quello di LAVORARE.

venerdì 9 novembre 2007

OPERAI RUMENI LASCIANO POSTI DI LAVORO NELLA LORO PATRIA PER VENIRE IN ITALIA

Dal primo gennaio del 2007, giorno in cui sono cadute le frontiere che tenevano l'Est diviso dal resto d'Europa, molte aziende italiane che lavorano in Romania hanno perso le tracce dei loro operai..
Nel giro di nove mesi migliaia di romeni sono venuti in Italia.
A capire che l'ingresso di Bucarest nell'Unione europea avrebbe portato una fuga di massa dalla Romania, sono stati per primi , gli imprenditori italiani. Quelli che negli anni 90 avevano deciso di delocalizzare le proprie produzioni ad Est, pagando la mano d'opera a bassissimo costo.
Il salario medio di un operaio in Romania e' di 280 euro al mese, il piu' fortunato 350. Quindi non c'e' da stupirsi se, all'apertura delle frontiere migliaia di uomini e donne abbiano deciso di tentare la fortuna in Italia.

La Caritas ci assicura che tutto questo, presto finira', e pronostica un imminente ritorno dei romeni a casa, per il prevalere del valore dell'immobilita'.
L'Unione Europea ha dato una mano finanziando in Romania un milione e mezzo di posti di lavoro.

lunedì 29 ottobre 2007

NOVITA' CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO

1.302 morti nel 2006, 761 nei primi otto mesi del 2007.
Sono le vittime degli incidenti sul lavoro.
Nel porto di La Spezia si sta sperimentando una soluzione per fermare la strage.
La novita' sta nell'impiego di sensori Rfid (Radio frequency identification). Tutti i lavoratori portano al collo un etichetta, grande come un badge di riconoscimento, che invia segnali a computer installati sui mezzi in movimento (camion, carrelli elevatori, gru).
Quando un addetto si trova sulla traiettoria di un mezzo, i sensori danno l'allarme, acustico e visivo, cosi il pc puo' fermare il motore..

E' un grande passo questo, significa che non si e' indifferenti a tante morti.