In gran parte delle cliniche universitarie d'Italia succede che al posto del dottore esperto, il percorso terapeutico del paziente viene affidato ai specializzandi, cioe' coloro che secondo la legge dovrebbero solo assistere alle visite fatte dal suo tutor, specialista esperto.
Il sistema sanitario in Italia si regge sullo sfruttamento di laureati che ricevono 800 euro al mese per imparare, mentre invece sono obbligati a esercitare la professione.
A rimetterci e' la loro dignita' di giovani medici e la loro capacita' di perfezionarsi: non possono essere formati da maestri, ma diventano autodidatti.
Tra turni, guardie e ambulatori e' difficile che abbiano il tempo di frequentare corsi e dedicarsi all'approfondimento.
Una condizione di Cenerentole della sanita' che riguarda 25 mila neolaureati in tutta Italia, medici che imparano sui propri errori a danno dei pazienti.
Una situazione paradossale soprattutto nella psichiatria, una disciplina in cui l'esperienza e' determinante. Scambiare una depressione grave per un banale stato d'ansia o prescrivere con troppa leggerezza psicofarmaci a soggetti malinconici, puo' essere assai rischioso.
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giovedì 20 dicembre 2007
CAMICI SENZA IDENTITA'
alle
07:13
20
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