Subito lo sdegno, il cordoglio, la litania di promesse vuote del tipo "mai piu' morire di lavoro".
E quell'odioso eufemismo di "morti bianche", come se il sangue di chi cade da un impalcatura o resta schiacciato da una pressa non avesse ne' colore , ne' nome, ne' responsabili.
Dopo, sparite le telecamere, le famiglie delle vittime restano sole e comincia per loro una via crucis fatta di imprese che scappano, responsabilita' che rimbalzano di qua' e di la', assicurazioni in perenne melina, processi lenti, avvocati costosi..
Alla fine se va bene, risarcimenti che sembrano a volte l'ultimo insulto..
In questi giorni di festa un augurio a tutte le famiglie delle vittime affinche' possano ottenere giustizia ed un appello a chi di dovere, per maggiori controlli sui posti di lavoro..
lunedì 31 dicembre 2007
MORTI BIANCHE: AVERE GIUSTIZIA NON E' UN DIRITTO E' UN SOGNO
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06:40
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lunedì 29 ottobre 2007
NOVITA' CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO
1.302 morti nel 2006, 761 nei primi otto mesi del 2007.
Sono le vittime degli incidenti sul lavoro.
Nel porto di La Spezia si sta sperimentando una soluzione per fermare la strage.
La novita' sta nell'impiego di sensori Rfid (Radio frequency identification). Tutti i lavoratori portano al collo un etichetta, grande come un badge di riconoscimento, che invia segnali a computer installati sui mezzi in movimento (camion, carrelli elevatori, gru).
Quando un addetto si trova sulla traiettoria di un mezzo, i sensori danno l'allarme, acustico e visivo, cosi il pc puo' fermare il motore..
E' un grande passo questo, significa che non si e' indifferenti a tante morti.
alle
15:46
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