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sabato 29 dicembre 2007

CASTELLANETA: OSPEDALE ABUSIVO

C'e' un reparto di un ospedale pubblico, nuovo e costosissimo, completamente abusivo. Realizzato senza un progetto tecnico, un collaudo serio, aperto in fretta e furia perche' c'era Striscia la Notizia che premeva e la politica che spingeva.
E in quel reparto a maggio ci sono stati 8 morti in 14 giorni, una strage.


Ad ucciderli, secondo gli atti dell'inchiesta e' stato proprio l'ospedale, perche' l'unita' di terapia intensiva coronarica era stata inventata dal nulla, trasformando i disegni tecnici per una struttura non specializzata in quelli per l'area piu' delicata dell'ospedale.
E inserendo altri tubi negli impianti fino a trasformarlo in un labirinto di condotti che nessuno ha mai controllato.

Cosi' si e' arrivati all'errore letale: gli otto pazienti ricoverati nel reparto coronarico dell'Unita' di terapia intensiva di Castellaneta hanno respirato azoto invece che ossigeno.
L'ospedale di Castellaneta e' un mostro dal look futuristico, ad accogliere i pazienti c'e' una piramide modello Louvre, un monumento allo spreco, perche' ogni volta che si rompe un vetro ci vogliono 10 mila euro di spesa.


Certo che la Sanita' italiana fa' acqua da tutte le parti.... o meglio a questo punto dovremmo dire "veleno", nel momento che dalle tubature non esce ossigeno ma puro veleno..

giovedì 20 dicembre 2007

CAMICI SENZA IDENTITA'

In gran parte delle cliniche universitarie d'Italia succede che al posto del dottore esperto, il percorso terapeutico del paziente viene affidato ai specializzandi, cioe' coloro che secondo la legge dovrebbero solo assistere alle visite fatte dal suo tutor, specialista esperto.
Il sistema sanitario in Italia si regge sullo sfruttamento di laureati che ricevono 800 euro al mese per imparare, mentre invece sono obbligati a esercitare la professione.


A rimetterci e' la loro dignita' di giovani medici e la loro capacita' di perfezionarsi: non possono essere formati da maestri, ma diventano autodidatti.
Tra turni, guardie e ambulatori e' difficile che abbiano il tempo di frequentare corsi e dedicarsi all'approfondimento.
Una condizione di Cenerentole della sanita' che riguarda 25 mila neolaureati in tutta Italia, medici che imparano sui propri errori a danno dei pazienti.


Una situazione paradossale soprattutto nella psichiatria, una disciplina in cui l'esperienza e' determinante. Scambiare una depressione grave per un banale stato d'ansia o prescrivere con troppa leggerezza psicofarmaci a soggetti malinconici, puo' essere assai rischioso.

giovedì 13 dicembre 2007

OSPEDALE PASCALE DI NAPOLI IN MUTANDE !

L'azienda ospedaliera Pascale di Napoli protesta per i troppi fondi dati agli istitui ospedalieri del Nord.

Primari e Ricercatori si sono praticamente, autofinanziati con un calendario.

Hanno lavorato in biancheria intima, inquadrati dall'obiettivo di un fotografo.
Prima pagina del calendario, Gennaio 2008. La scena e' ordinaria, ma il chirurgo indossa soltanto un boxer. Stessa mise pure per l'equipe.
Gli altri undici mesi non sono da meno: medici, biologi, ricercatori, tecnici, quasi tutti hanno posato in slip.

Le foto scattate servono anche per promuovere l'immagine un po' sbiadita del Pascale, denunciare la miopia di uno Stato che alla ricerca concede appena l'un per cento del Pil, e reclamare una distribuzione di fondi piu' omogenea su tutto il territorio.
Una tabella dove sono indicati i finanziamenti dei vari istituti ospedalieri:
Istituo tumori Milano 12,350
Istituto tumori Genova 11,500
Centro oncologico Aviano 5,690
Regina Elena Roma 5,590
Pascale Napoli 3,620
Istituto oncologico Bari 880
Istituto oncologico Veneto 1,500













venerdì 28 settembre 2007

VIAGGIO NELLA DECADENZA DEL CENTRO PEDIATRICO PIU' FAMOSO IN EUROPA

Il Gaslini e' l'ospedale pediatrico di Genova, ed e' l'eccellenza della pediatria in Europa e nel Mediterraneo.

E' il paracadute che salva bambini altrove incurabili.
E' la palestra universitaria di specialisti e ricercatori diventati famosi in tutto il mondo.
L' aspetto ben curato dei padiglioni e del parco affacciato sul mare di Genova non deve ingannare. Non dobbiamo dimenticare che, la strutturta e' un conto e l'altra e' la sanita' ( che traballa fin dalle sue fondamenta ).
Ma anche il Gaslini ci presenta un conto nero, che siamo sempre noi Italiani a pagare.
Ci sono state varie denunce da parte del personale del pronto soccorso alla direzione sanitaria e ufficio infermieristico.
Le siringhe che usano al pronto soccorso arrivano dalla CINA, presentano difficolta' all'apertura della confezione, cio' significa che anche i rianimatori perdono tempo ad aprire confezioni mal sigillate.
Lo stantuffo non sempre funziona bene e a volte nel cilindro, oltre a frammenti di plastica si trovano anche peli.
La mancata sterilizzazzione di sacche di urina.

Medici ed infermieri riescono a denunciare solo grazie all'anonimato.
Buona parte di loro lavora sotto alcune delle varie forme di contratti precari inventati dalla fantasia italiana.
Ed anche se la Costituzione garantisce la liberta' di informarsi ed informare, la legge punisce con il licenziamento i dipendenti pubblici che rompono il silenzio.
Nel piu' importante ospedale pubblico per bambini in Italia, lavorano "precari stabili" con 10/15 anni di anzianita': una contraddizione che nemmeno la lingua italiana aveva previsto.
Lo stipendio da precario e' magro. 800/1000 euro al mese.
Un cardiologo con contratto di 24 ore al mese prende 400 euro.
"Il precariato impedisce una programmazzione di vita. E' un eccezzione che non puo' diventare una regola".

Ma nemmeno le casse dell'ospedale se la passano bene.
Spesso i primari non hanno nemmeno i soldi per pagare gli stipendi alle segretarie. Cosi le risorse vengono sottratte ai finanziamenti che lo Stato assegna al Gaslini per la ricerca scientifica.
I dipendenti a tempo indeterminato spesso si assentano in massa e vengono sostituiti da specializzandi e precari.
A volte gli apprendisti vengono addirittura inviati a maneggiare il bisturi.
Anche gli appalti non sono sicuri. Maniglie che si staccano dalle porte antincendio, cosi i piccoli pazienti corrono il rischio di rimanere chiusi nelle camere o nei bagni.

Che dire ? la Sanita' Italiana e' il TOP !

ANCORA MORTE IN OSPEDALE

Un altro caso come tanti dove, le uniche parole dell'ospedale sono esprimere "profondo rincrescimento per quanto e' accaduto" e ai famigliari "cordoglio per il dolore che li ha colpiti".
Il caso: una donna muore dopo aver subito l'asportazione di un rene.
L'intervento doveva essere effettuato su un altra paziente.
Alla base di tutto , lo scambio, con le immagini radiologiche digitali di un'altra donna. Una donna con il suo stesso cognome.

Sbagliare e' umano, ma nelle strutture ospedaliere ci vorrebbero piu' controlli, perche' sta succedendo molto piu' spesso che persone perdono la vita.