Da qualche mese la politica italiana e' dominata dall'ossessione dei moderati berlusconiani e di Alleanza nazionale di far cadere il Governo Prodi.
Non c'e' trasmissione televisiva o foglio stampato in cui non ripetano in modi aspri e offensivi l'invito a Romano Prodi di lasciare il campo alla destra moderata, salvatrice della patria.
Che cosa c'e' alla base di questa ossessione? Davvero i moderati rimpiangono il governo e la possibilita' di perseguire con esso il bene pubblico? Sicuramente no.
Per quanto uomini di parte, i seguaci di Silvio Berlusconi e di Gianfranco Fini non possono ignorare che il loro governo e' stato pessimo per il bene pubblico.
Negli anni del governo Berlusconi, sono stati inferti colpi micidiali alla giustizia e alla sua indipendenza.
A questo punto, viene naturale di dare una diversa interpretazione dell'ossessione dei moderati: non rimpiangono il buon governo, ma rimpiangono fortemente il governo degli affari.
Gli esponenti della destra , gli imprenditori e gli affaristi che stanno attorno a Berlusconi hanno urgente bisogno del governo, non per fare buone leggi, ma per fare buoni affari.
Chi ha nelle mani i governi, ha nelle mani i mezzi per cogliere e produrre occasioni vantaggiose.
Basti pensare a ministeri come quelli dei Lavori pubblici o degli Interni per capire che chi ne e' capo puo' cogliere occasioni di guadagno enormi e in pratica incontrollabili.
L'unico ostacolo che si oppone a questo disegno della destra e' la Costituzione, la quale stabilisce che i vincitori delle elezioni governino per i cinque anni del mandato regolare.
Romano Prodi, che e' uomo dai nervi saldi, sa di avere dalla sua il dettato costituzionale e respinge con grandissima pazienza i tentativi di disarcionarlo
Si capisce benissimo che dietro tutti gli pseudoragionamenti politici c'e' soltanto il desiderio di fare soldi con estrema facilita' e senza rischi. Berlusconi e' la prova vivente.
Fonte: venerdi della Repubblica






